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Vivere in Western Australia

28 ago
Tempo di lettura: 5 min

Cosa succede un secondo dopo essere usciti dall'aeroporto con lo zaino in spalla ed un jet-lag devastante?


Negli articoli precedenti vi ho parlato di cosa mi ha portato a partire, e cosa sia il WHV e come gestire il rinnovo del visto eventualmente.


In questo articolo invece vi parlerò della mia esperienza personale in Wester Australia (unico Stato in cui ho viaggiato e lavorato); fra consigli pratici ed il mio vissuto soggettivo.


All'inizio la mia realtà aveva un unico suono: "ma io, esattamente, che cazzo ci faccio qui?".


Ragazzo sorridente in Australia
SenzaTetto in Australia

I primi 3 passi (e mezzo) appena arrivati secondo me

Prima di lanciarvi alla ricerca della natura selvaggia, ci sono tre cose noiose ma fondamentali da sbrigare nei primi 2-3 giorni. Senza queste, in Australia non si va da nessuna parte:

  • Il Tax File Number (TFN): È il vostro codice fiscale australiano. Si può richiedere online sul sito dell'ATO (Australian Taxation Office) ed è gratuito. Vi servirà per essere pagati legalmente e non subire una tassazione da incubo (fino al 45%). Se volete lavorare come freelancer o sub-appaltatori (es. nell'edilizia o per fare le consegne), dovrete aprire anche l'ABN (Australian Business Number), anch'esso gratuito.

  • Il Conto Bancario: Il consiglio sarebbe aprilo prima di partire, ma si può anche fare non appena arrivate in Australia (con banche come Commonwealth, ANZ o NAB).

  • La SIM Card australiana: Dimenticate i giga illimitati italiani a 10 euro. Qui le compagnie principali sono Telstra (la migliore copertura se andate nell'outback), Optus e Vodafone. Fate un piano ricaricabile (prepaid) e via.

  • Il mezzo passo in più (soggettivo), riguarda i "ticket" che puoi ottenere per avere un valore aggiunto con il lavoro. Ad esempio la "White Card" è un mini-corso obbligatorio da seguire se si vuole lavorare in construction. Se invece vuoi lavorare nei bar/pub o ristornati, avrai bisogno del RSA. (ci sono diverse scuole Online che possono aiutarvi, io personalmente consiglio Eclipse Education).


Ostello vs Casa: perché vi consiglio di non correre

Appena arrivato a Perth, come la maggior parte delle persone, ho iniziato in ostello. C'era un'energia pazzesca, un viavai continuo di gente da ogni angolo del mondo con le tue stesse paure, le tue stesse speranze e la tua stessa voglia di spaccare il mondo. Eppure, mi portavo addosso ancora troppe scorie sociali per cui dovevo trovare casa.


Camera d'ostello in Australia

Ho aperto Facebook, ho spulciato Marketplace e i vari gruppi e ho trovato una stanza in un appartamento condiviso. Risultato? Bella la privacy, per carità, ma retrospettivamente vi consiglio di rimanere in ostello il più a lungo possibile all'inizio.

L'ostello non è solo un posto economico dove appoggiare la testa: è una centrale d'informazioni vivente. È lì che scopri chi sta cercando personale, chi vende un'auto usata a buon prezzo, quali agenzie evitare come la peste e quali farm stanno assumendo. La casa vi "siede" e vi isola; l'ostello vi tiene la fame accesa e i contatti caldi.




Dalle fragole alla pompa di benzina (passando per i pupazzi)

Nonostante la premessa sull'ostello, ironia della sorte, uno dei miei primi lavori l'ho trovato proprio grazie ad un coinquilino. In Working Holiday Visa finisci per fare una serie di lavori assolutamente improponibili: io, ad esempio, a un certo punto mi sono ritrovato a fare il venditore di pupazzi. Poi è arrivata la svolta agricola: picker di fragole. La teoria romantica racconto di aria aperta, sole, contatto con la natura. La realtà è ben diversa. Schiena spezzata alle 6 del mattino, mani immerse nel fango e la consapevolezza immediata che raccogliere fragole richiede la resistenza fisica di un maratoneta olimpico (ciò nonostante mi piaceva molto). È durata esattamente una settimana. Poi ci hanno cacciati senza troppi complimenti perché eravamo semplicemente troppo lenti.

Sulla strada di casa, demoralizzati, distratti e spezzati a metà, ci siamo fermati in una stazione di servizio per un caffè (cosa normalissima qui in Australia, visto che la maggior parte dei cafè chiude dopo pranzo). Stavamo parlando tra di noi in inglese, ridendo della nostra gloriosa e brevissima carriera da agricoltori.


Ragazzo lavora in una Farm Australiana

Un signore al bancone ci sente, si gira ed inizia a parlarci. "Ehi, cercate lavoro? Mi serve un commesso." Domando io: "Quando si inizia?" Risposta: "Tra due ore."

Preso, subito, fermi tutti e si parte. Nessun colloquio formale in giacca e cravatta, niente lettere di presentazione di tre pagine. In Australia le cose accadono così: alla velocità della luce, spesso davanti a un caffè da distributore nel bel mezzo del nulla.

Da lì in poi è stato un crescendo di versatilità: per arrotondare facevo anche il cameriere in un ristorante italiano. E quando poi sono partito verso le zone remote per accumulare i famosi 88 giorni, il mio curriculum è diventato un'opera d'arte del nonsense. Ho lavorato come housekeeper, lo yarder nei residence, il ranger in un parco naturale (facendo cose davvero improponibili) e mi sono ritrovato persino a spillare fiumi di birra durante una corsa di cavalli nell'outback.


La più grande lezione: imparare a ragionare "settimana per settimana"

Quando sono partito dall'Europa, ero imbevuto della nostra solita forma mentis: un piano annuale ben definito, obiettivi a medio-lungo termine, risparmi incanalati, step 1, step 2, step 3.

Dopo un mese a Perth, il mio piano annuale è diventato un piano semestrale. Dopo due mesi, è diventato un piano trimestrale. Poi mensile.

Alla fine ho capito come funziona davvero la vita da queste parti: in Australia si ragiona a settimana.

Paghi l'affitto ogni settimana. Vieni pagato ogni settimana. Un lunedì sei a raccogliere fragole distrutto e il giovedì ti ritrovi a lavorare dietro un bancone a fare battute con i clienti locali. Qui la flessibilità non è una rinuncia: è una forma di libertà pura.

Il Western Australia mi ha insegnato a lasciar andare la smania del controllo. Meno calcoli mentali, più presenza. Imparare a vivere una settimana alla volta non significa non avere ambizioni, ma capire che l'unico modo per non perdersi la magia di quello che ti sta succedendo intorno è smettere di preoccuparsi di cosa farai tra sei mesi.

L'Australia vi cambia se glielo permettete. Vi spoglia delle vostre sovrastrutture e vi lascia lì, con le vostre gambe, un tramonto infuocato sull'Oceano Indiano di fronte e la consapevolezza che, qualsiasi cosa succeda lunedì prossimo... ve la caverete alla grande.


Conclusione e consigli finali

  • Siate gentili con voi stessi: Ricordatevi sempre che vi trovate letteralmente dall'altra parte del mondo. Probabilmente all'inizio vi sentite persi o sopraffatti, è del tutto normale. E se non avete esperienza nei lavori manuali, niente panico: la fortuna dell'Australia è che spesso c'è più offerta che domanda. Costruite un buon CV (anche aggiungendo qualche piccola e strategica "bugia bianca" sulle mansioni passate), stampatene un po' di copie e andate a consegnarli a mano, vecchio stile. Spesso la simpatia e l'atteggiamento contano più di mille attestati.


  • Gestite bene gli 88 giorni del rinnovo: Se avete intenzione di rinnovare il visto per il secondo anno, un consiglio spassionato: non riducetevi agli ultimi mesi. Fare gli 88 giorni significa impiegare circa 4-5 mesi del vostro anno. Il mio suggerimento è di unire le cose: usate quel tempo per viaggiare nelle zone più remote, lavorando nelle farm o nelle strutture locali man mano che vi spostate. In questo modo accumulerete i giorni necessari senza che vi pesi come una condanna finale.


  • Attrezzatevi per l'Outback: Tra scheda telefonica e beni di prima necessità, siate sempre preparati. Vi capiterà spesso di ritrovarvi nel bel mezzo del nulla, totalmente privi di segnale. In quei momenti, scorte d'acqua abbondanti, un po' di cibo e una mappa cartacea vecchio stile vi salveranno la vita.


  • Esplorate oltre le rotte turistiche (e rispettate la storia locale): Questo è un consiglio che faccio anche a me stesso per la prossima volta che tornerò in Australia. Ci sono tantissime zone, regioni e cittadine fuori dai percorsi più battuti che vi permetteranno di entrare davvero in contatto con la cultura locale. In particolare, avvicinarsi con profonda curiosità e rispetto alla cultura aborigena è un'esperienza

    preziosa che vi arricchirà enormemente (ed è qualcosa che mi riprometto di approfondire ancora di più al mio ritorno).

  • Vivere Outdoor è completamente normale in Australia. Comprare una macchina, viverci dentro, usare le doccie pubbliche ed i BBQ all'aperto come cucina personale è okay. Normalizzalo, e diventerai un vero Mate Australiano.


Ragazzo esplora l'Australia

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