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Cammino di Finisterre e Muxia

Ruta del Hospital, crampi lancinanti alle gambe e cerotti ovunque.

"Quanto meno c'è un ottimo odore d'erba bagnata ed un suono lieve di campane quasi ipnotico", pensai.

Credevo che quella melodia fosse il crepuscolo di una morte interiore dolce; al risveglio capì si trattava solo del rintocco costante delle mucche al pascolo tra le valli.


Ero così stanco che non riuscivo a mangiare, cercavo sollievo sul materasso dell'ostello vuoto di pellegrini. Incisa sul legno della sponda del letto a castello sopra di me, c'era una scritta a penna, lasciata da chissà quale anima passeggera.


Cuando se apague el sol, no te apures, toma mi mano y ¡vente! Caminaremos juntos hacia el abismo de Finisterre.


Magnetismo primordianle, condivisione profonda del viaggio e bellezza dell'ignoto. Queste sensazioni mi tirarono via dal letto. "Dov'è Finisterre?" Mentre bollivo l'acqua per la pasta iniziai le mie ricerche.




frase romantica per completare cammino di Finisterre.

La Costa della Morte ed un falso mito geografico

Proseguire oltre Santiago significa addentrarsi in una terra intrisa di leggende e dal fascino

drammatico, storicamente nota come la Costa della Morte. Questo nome così cupo e suggestivo non è un'invenzione poetica, ma deriva dalle centinaia di tragici naufragi che si sono succeduti nei secoli lungo questo litorale. Le scogliere frastagliate, le correnti imprevedibili dell'Atlantico e le fitte nebbie improvvise hanno reso questo tratto di mare uno dei più pericolosi al mondo per i navigatori. Per gli antichi romani e le popolazioni celtiche precedenti, questo promontorio era il Finis Terrae: il confine oltre il quale il mondo civilizzato svaniva nel Mare Tenebrosum. Proprio sulla punta di questa scogliera rocciosa sorge il maestoso faro di Finisterre, ai cui piedi si trova la celebre pietra miliare del Km 0.

Tuttavia, è bene sfatare un piccolo ma radicato mito geografico che molti viaggiatori danno

per scontato. Il promontorio di Finisterre non è il punto più a occidente dell'Europa continentale. Questo primato spetta in realtà al Portogallo, precisamente a Cabo da Roca (situato a una latitudine nettamente diversa, vicino a Sintra). Nonostante la geografia moderna abbia ristabilito i confini, il valore simbolico e spirituale di Finisterre come "fine del mondo" rimane intatto e insuperabile per chi si muove a piedi.


La Nascita del Cammino Aggiuntivo e la Leggenda di Muxía

Questo prolungamento verso il mare non è un'invenzione turistica recente, ma un percorso

che affonda le radici in epoche precristiane. Molto prima del culto di San Giacomo, i popoli celtici compivano un pellegrinaggio solstiziale seguendo la Via Lattea per assistere alla "morte" del Sole nell'oceano, dove si pensava sorgesse l'Ara Solis, un altare pagano dedicato alla rinascita. Con il consolidamento del Cammino nel Medioevo, la Chiesa ha integrato e cristianizzato questa rotta, trasformandola nell'epilogo naturale del pellegrinaggio. Accanto a Finisterre sorge l'altro splendido polo di questa estensione costiera: Muxía. La leggenda cristiana narra che l'Apostolo Giacomo si trovasse proprio su queste scogliere battute dalle onde, scoraggiato per le enormi difficoltà incontrate nel convertire le popolazioni locali. In quel momento di profonda crisi, la Vergine Maria gli apparve per confortarlo, giungendo dal mare a bordo di una barca di pietra guidata dagli angeli. Oggi, il suggestivo Santuario da Virxe da Barca sorge proprio a ridosso degli scogli dove si dice sia avvenuto l'incontro. Attorno alla chiesa si trovano le famose formazioni granitiche che la tradizione popolare associa ai resti pietrificati di quella imbarcazione: la Pedra de Abalar (lo scafo), una grande roccia oscillante; la Pedra dos Cadrís (la vela a forma di rene), sotto la quale i pellegrini passano a carponi tre volte come rito terapeutico contro i dolori lombari; e la Pedra do Timón (il timone).


Rituali Ancestrali e Consapevolezza Moderna: Il Fuoco del Cambiamento

Per secoli, l'arrivo a Finisterre prevedeva tre gesti purificatori precisi:

  • fare il bagno nell'oceano per lavare via la polvere del cammino.

  • Bruciare gli abiti logori del viaggio e spesso pieni di pulci sul promontorio del faro.

  • Guardare il tramonto come simbolo di morte e rinascita interiore.

Se il bagno e il tramonto mantengono inalterata la loro straordinaria poesia, il rituale di bruciare i vestiti oggi non va assolutamente fatto. Nel Medioevo gli indumenti erano composti da fibre puramente naturali come lana, canapa o lino. I tessuti tecnici moderni che utilizziamo per camminare sono invece ricchi di materiali sintetici (poliestere, nylon, elastan). Bruciarli significa sprigionare nell'aria fumi tossici altamente inquinanti e lasciare microplastiche indelebili e scorie bruciate sugli scogli incontaminati della Galizia. La vera purificazione moderna non si esprime distruggendo l'ambiente, ma rispettandolo: il fuoco del cambiamento deve bruciare dentro di noi, mentre i vecchi indumenti possono essere lavati, portati a casa come cimelio o correttamente riciclati.


Note Tecniche, Spiagge e gli Attestati Ufficiali

Da un punto di vista logistico, l'estensione completa da Santiago a Finisterre e Muxía copre

circa 115-120 chilometri, normalmente suddivisi in 4 o 5 tappe. Il territorio è un continuo, splendido saliscendi immerso nel verde galiziano (il classico terreno rompepiernas), con un'altitudine massima che non supera i 350 metri ma dislivelli cumulati giornalieri che variano tra i +400m e i +800m. Il premio per questa fatica è la possibilità di godersi spiagge selvagge di indescrivibile bellezza, perfette per un bagno rigenerante nelle acque gelide ma incredibilmente terapeutiche dell'Atlantico:

  • Playa de Langosteira (Finisterre): Tre chilometri di sabbia finissima e acque cristalline,

    la spiaggia storica dove i pellegrini si lavavano prima di entrare in città.

  • Playa de Mar de Fóra (Finisterre): Esposta direttamente all'oceano aperto sul lato occidentale, selvaggia e dominata da onde imponenti (qui il bagno è vietato per le forti

    correnti), ma è il luogo più mistico in assoluto per contemplare il crepuscolo.

  • Playa de Nemiña: Situata nella splendida tappa di collegamento costiero tra Finisterre e

    Muxía (passando per la località di Lires), un paradiso incontaminato per i surfisti.


Inoltre, questo cammino rilascia dei veri e propri documenti ufficiali che certificano il viaggio, distinti dalla Compostela: la Fisterrana (ritirabile a Finisterre) e la Muxiana (ritirabile a Muxía). Se decidete di percorrere il tratto costiero che unisce le due località, ricordatevi di far timbrare la credenziale a Lires per dimostrare il passaggio a piedi!



Appunti del mio Diario e Conclusioni

Giorno 32.

Oggi, mentre osservo l’oceano infrangersi contro la roccia, capisco che la Costa della Morte non ha a che fare con la fine, ma con la mutazione. Per questo ho scelto di non bruciare i miei vestiti su questo promontorio. La vera purificazione non lascia cenere o scorie di plastica sugli scogli; resta dentro, custodita nei muscoli che hanno imparato a resistere e in una mente che ha trovato il proprio silenzio. Quegli abiti consumati rimarranno con me, testimoni silenziosi di un viaggio che mi ha cambiato per sempre.


Prima di rimettermi lo zaino in spalla e salutare definitivamente l'oceano, sono tornato in una camerata. E lì, sotto il legno di un altro letto a castello di un ostello a Finisterre, ho preso una penna. Ho pensato a chi arriverà dopo di me con i piedi distrutti dai cerotti, con i crampi alle gambe e l'idea di non farcela, e ho voluto lasciare la mia risposta a quella voce che settimane prima mi aveva salvato sulle montagne del Primitivo.


Ho scritto una promessa, la mia traduzione dell'infinito:


Te tomé della mano, caminando hasta Finisterre, siguiendo el abismo del infinito me reencontré a mí mismo, y comencé a caminar.


Tramonto estivo


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Qui racconto la mia esperienza e le mie considerazioni sul Cammino Primitivo.


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