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Cammino De Santiago: Cosa portare

Aggiornamento: 3 giorni fa

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente nella tua testa c'è un mix esplosivo di entusiasmo, ansia da prestazione e una sfilza di domande che non ti fanno dormire la notte.


Ce la farò? Cosa metto nello zaino? E se mi vengono le vesciche al secondo giorno?


Niente panico. Se ti sei perso i passaggi precedenti, fai un salto a leggere i miei articoli precedenti, dove abbiamo esplorato le origini e la scelta dei vari percorsi.

Oggi, invece, passiamo alla pratica: ecco tutto quello che devi sapere per preparare corpo, mente e zaino.


Come prepararsi

Diciamoci la verità: non serve essere maratoneti olimpici per affrontare un Cammino, ma arrivare con un minimo di allenamento ti salverà le ginocchia (e l'umore).

Iniziare a camminare qualche settimana prima della partenza, aumentando gradualmente i chilometri. Essere una persona fisicamente attiva ti aiuterà sicuramente durante il percorso.Detto questo, non esiste una regola universale. Ho visto persone affrontare il sentiero senza alcuna preparazione pregressa e camminare più velocemente di me. Credo che motivazione e visione siano i due veri motori del Cammino. Tuttavia, arrivare con una base fisica minima può fare una grande differenza.

C'è però una regola d'oro sulla quale non si transige: comprare l'attrezzatura con largo anticipo e soprattutto TESTARLA prima della partenza.

Inaugurare delle scarpe nuove il primo giorno di cammino è il modo più rapido per ritrovarsi con vesciche grandi come noci. Camminaci in città, usale per fare la spesa, per uscire con gli amici. Devono diventare una seconda pelle prima della partenza.  Ricordo ancora i miei weekend spagnoli, quando le scarpe da trekking accompagnavano improbabili camicie eleganti da aperitivo. Eppure, proprio così, iniziavano a prendere la forma del mio piede e a trasformarsi lentamente nelle compagne di viaggio che avrebbero percorso centinaia di chilometri con me.



Cartello blu con freccia e conchiglia gialla. Su una montagna con un panorama naturale.

Cosa portare

Quando prepari lo zaino, la tentazione è quella di portarti dietro tutta la casa. In parte è anche colpa di una mentalità moderna che ci spinge ad accumulare oggetti, come se ogni possibile inconveniente richiedesse una soluzione immediata già pronta.

Spoiler: imparerai presto che gran parte di quell'accumulo non serve a nulla. E sarà la tua schiena a ricordartelo.


La teoria dice che lo zaino dovrebbe pesare circa il 10% del tuo peso corporeo. La realtà? Anche meno. Ogni singolo grammo conta.

Naturalmente c'è una grande differenza tra preparare uno zaino per un periodo freddo e uno per un periodo caldo. Io ti parlerò della strategia che ha funzionato per me durante partenze primaverili ed estive.

Per cui, tocca giocare di strategia:

  • Maglie e pantaloncini in microfibra, cioè quei capi che si asciugano rapidamente. Per un cammino di circa un mese ho portato quattro magliette e due pantaloni convertibili in pantaloncini tramite zip. Inoltre, un completo leggero da usare come pigiama o semplice tenuta da riposo. Terminata la giornata, lavavo subito gli indumenti utilizzati e nel giro di poche ore erano quasi sempre asciutti. In caso contrario, li fissavo allo zaino con mollette e cordini durante le prime ore di cammino del giorno successivo.

  • Per l'abbigliamento aggiuntivo, uno per categoria è più che sufficiente: un antivento, un cappello, un maglioncino e così via. Prediligi tessuti leggeri, tecnici o multifunzione.

  • Sacco a pelo e federa personale. Può sembrare eccessivo, ma possono evitarti parecchi problemi. Uno dei timori più diffusi tra i pellegrini sono le cimici da letto (io stesso ne ho sofferto). Eliminare completamente il rischio è impossibile, ma utilizzare il proprio sacco a pelo sopra il materasso dell'albergue e una federa personale sul cuscino può ridurlo sensibilmente.

  • Scarpe da cammino. Qui il consiglio è semplice: se puoi, non risparmiare sulla qualità. Esistono ottime soluzioni anche a prezzi accessibili. Personalmente ho affrontato entrambi i miei Cammini con delle Columbia Redmond da circa 70 euro e mi sono trovato benissimo. Ho inoltre portato un paio di sandali impermeabili, utili sia come ciabatte per la doccia sia come scarpe da riposo a fine giornata.

  • Meglio una Camelbak che una borraccia tradizionale. Ti permette di bere mentre cammini senza doverti fermare continuamente per recuperare la bottiglia dallo zaino (alla lunga i dettagli faranno la differenza, fidati di me).

  • Porta con te un piccolo kit di primo soccorso. Quelli base da farmacia o Decathlon sono più che sufficienti. Non serve riempire lo zaino di cerotti, medicazioni o medicine pesanti: porta l'essenziale e, se necessario, acquista il resto nelle farmacie lungo il percorso.

  • Un coltellino svizzero, un accendino e qualche metro di corda possono rivelarsi molto utili. Se poi sei ipocondriaco come me, o semplicemente hai una vena da Indiana Jones, puoi aggiungere un filtro portatile per l'acqua, un fischietto di emergenza, una bussola e un piccolo specchio riflettente. Anche una torcia, meglio se frontale, è praticamente indispensabile (per rovistare nello zaino quando tutti già dormono in camerata).

  • Crema solare, antizanzare e crema antifrizione. La crema solare va messa sempre, anche quando il cielo sembra innocuo. La crema antifrizione, invece, è stata una delle mie migliori alleate. La applicavo ogni mattina sui piedi prima di indossare i calzini e nelle zone soggette a sfregamento. Il mio consiglio è usarla sia al mattino sia dopo la doccia serale.

  • Per quanto riguarda il cibo, da vegano non è sempre stato semplicissimo trovare ciò che cercavo, soprattutto in alcune zone del Nord della Spagna, ma non sono mai rimasto senza mangiare. Per questo motivo sconsiglio di portarsi scorte da casa. Compra tutto lungo il percorso, supportando anche le attività locali. Al massimo valuta qualche integratore da sciogliere nell'acqua. Prima della partenza una farmacia mi consigliò magnesio e potassio per supportare il recupero muscolare. Non saprò mai se abbiano realmente fatto la differenza, ma durante il cammino non ho avuto alcun infortunio.



Ragazzo cammino sentiere in un bosco seguendo le indicazioni per il Cammino di Santiago

Il trucco dell'organizzazione: lo "zaino nello zaino"

Come evitare di svuotare tutto sul letto dell'ostello ogni volta che cerchi un paio di calzini?Usa il metodo dello "zaino nello zaino".

Organizer da viaggio, sacche impermeabili o piccole borse possono fare miracoli. Dividi tutto per categoria: una sacca per l'intimo, una per il bucato, una per il cibo e così via (io ad esempio ho usato gli zaini mini di Dechatlon).

Avere più piccoli spazi organizzati dentro uno zaino più grande rende tutto incredibilmente più ordinato e immediato.


Consigli pratici

  • Sveglia all'alba: Partire presto significa godersi l'alba, evitare le ore più calde e arrivare all'albergue con maggiore tranquillità.Molti albergue comunali o donativi non accettano prenotazioni: chi arriva prima trova posto. Se sai già di partire tardi, valuta la prenotazione di un ostello privato. Ti eviterà di ritrovarti a cercare disperatamente un letto o, come è successo a me, dormire in un improbabile fienile nei dintorni di Tineo.

  • Mangia tanto (e spesso): Il tuo corpo consumerà moltissime calorie. Non aspettare di avere fame.Barrette, frutta secca e piccoli snack acquistati il giorno prima al supermercato locale possono fare la differenza durante una lunga giornata di cammino.

  • Tecnologia utile: Scarica l'app "Buen Camino". Probabilmente è una delle migliori applicazioni disponibili per i pellegrini. Mostra tappe, altimetrie, servizi e alloggi aggiornati.Personalmente ho sempre preferito seguire le frecce gialle e affidarmi alle indicazioni degli altri pellegrini o degli abitanti del posto. Però, in caso di necessità, l'app è davvero preziosa e offre informazioni molto utili sugli albergue, sui posti letto disponibili e sui percorsi alternativi.

  • Non guardare solo i chilometri: Quando pianifichi una tappa, non farti ingannare dalla distanza.Dieci chilometri in pianura possono essere una passeggiata. Dieci chilometri con ottocento metri di dislivello positivo sono tutta un'altra storia. Prendiamo il Cammino Primitivo: i chilometri complessivi sono inferiori rispetto al Cammino Francese, ma le continue salite e discese mettono a dura prova le gambe.  Guarda sempre l'altimetria, non soltanto il numero di chilometri.

Indicazioni scritte a mano da un contadino per aiuto durante un itinerario del Cammino di Santiago
Mappa orientativa disegnata da un contadino locale

Letture consigliate

Scelte assolutamente personali, ma sono libri che hanno contribuito a rendere il mio Cammino più intenso e, in qualche modo, più romantico.


  • Il Cammino di Santiago di Paulo Coelho. Un classico. Senza fare spoiler, provare a rivivere alcune atmosfere del romanzo durante il mio viaggio ha aggiunto una sfumatura quasi mistica all'esperienza.

  • Il Sentiero del Sale di Raynor Winn. Meno conosciuto, ma straordinario. L'ho letto proprio durante il cammino e mi ha accompagnato in molte riflessioni.

  • Guida Magica al Cammino di Santiago di Francisco Contreras. È stata la mia guida pratica prima della partenza e, insieme all'app Buen Camino, mi ha aiutato a costruire una visione concreta del viaggio.

  • Una (qualsiasi) guida aggiornata dedicata al percorso che hai scelto. Se ti piace avere una mappa fisica tra le mani, può essere ancora oggi uno strumento prezioso.

  • Ultimo consiglio, totalmente personale: porta con te un piccolo diario. Annotare i chilometri percorsi, le persone incontrate e i pensieri della giornata è uno dei regali più belli che puoi fare al te stesso del futuro. Rileggerlo, mesi o anni dopo, ha qualcosa di profondamente magico.


Last but not least: pianifica, ma resta flessibile

Avere un piano è importante, soprattutto se hai giorni limitati e voli da rispettare.Sapere dove dovresti arrivare ti offre una direzione. Tuttavia, una volta partito, prova a lasciare spazio all'imprevisto.Il Cammino è bello proprio perché sfugge al controllo. Potresti incontrare persone con cui decidere di fermarti un giorno in più. Potresti scoprire un percorso alternativo che ti chiama più del tragitto previsto. Oppure il tuo corpo potrebbe semplicemente chiederti di rallentare.

E va bene così. Stai camminando.

Non avere l'ansia di prenotare ogni singola notte con mesi di anticipo, salvo periodi particolarmente affollati. Gli albergue comunali e parrocchiali costano poco, spesso pochissimo, e gli ostelli privati restano generalmente accessibili.


Lasciati trasportare dal flusso.Non avere paura di partire da solo. Sii flessibile.


Avere un piano aiuta la mente, ma imparare a lasciarlo andare, quando serve, è una delle lezioni più belle che il Cammino possa insegnare. Proprio come un mosaico: ogni incontro, ogni deviazione, ogni fatica e ogni sorpresa sembrano pezzi sparsi senza significato. Poi arrivi a Santiago, ti volti indietro e scopri che tutto si è incastrato perfettamente.E solo allora riesci a vedere l'immagine completa (forse).


Buen Camino!

 




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